nel vento di centinaia di miglia

Per fare i compiti da mezzi adulti
bastarono centinaia di miglia,
rincorse dentro gare affrettate
e con tutte le strade da scegliere.

Dirsi alla maniera del mare
durò come in semplicità d’estate,
a volte cercatori di qualche sponda,
spesso ribelli con l’acqua alle ginocchia.

Poi le mete, in quel giro d’abitudine
che di solito finiva addosso ai vicoli.
Ma come il vento a disconoscere
ogni aria che fosse lontananza.

Volle essere vita quella vita,
un calore simile alle tracce
che il tempo lascia a medaglia dell’età.

Amammo ragazze brune
attraverso tutte le gonne dell’alba.
Le attese delle porte per un bacio da grandi,
le curve delle macchine
per un po’ di benzina destinata.

Solo alcuni vennero a metà
e gli occhi disegnarono altre cose,
pochi passi e un guado a misura di Dio.

Ma per un breve attimo,
incerto quanto un passatempo di lampade,
fu cielo il mondo.

E noi splendemmo come stelle.

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16 pensieri su “nel vento di centinaia di miglia

    1. ciao carissima e ben ritrovata!
      Per quanto riguarda i concorsi beh, che dirti, la mia poesia non è apprezzata. Devo dire che ho partecipato a qualche concorso con un secondo e due terzi posti. Poi il vuoto. Evidentemente non sono nelle corde dei giudici. Ci vuole ben altra “capacità” di scrittura per essere degni di attenzione.
      Ti ringrazio e ti lascio un abbraccio

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        1. grazie carissima, ormai la poesia è diventata un circolo elitario, dove se non possiedi almeno due/tre lauree e un centinaio di libri pubblicati non sei nessuno, nemmeno degno di partecipare a qualche discussione. Inoltre a parte i panegirici a cui ho assistito spesso su vari “salotti” letterari, quello che mi sconfigge è il circolo inutile e pomposo nel quale ogni argomentazione diventa modo e maniera per incensarsi e omaggiarsi a vicenda. Una pratica che trovo indegna per la poesia stessa. Che dovrebbe essere libertà, emozione, manifestazione sincera di uno stato d’animo. Credimi, senza nessuna presunzione e falsa modestia, sai quante volte ho pensato di smettere definitivamente con la scrittura, proprio per evitare quella “sottomissione” radical/chic/cultural/borghese che divampa in ogni ambito letterario. Per non assuefarmi all’inutile, e a volte virulenta, ridda di chiacchiericcio.
          Ho sempre pensato che il confronto serve per migliorarsi e magari imparare (come si diceva una volta), ma questa mia convinzione comincia a traballare.
          Ti ringrazio e ti saluto con affetto.

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          1. Mi sconvolgi credimi, non avrei mai potuto immaginare tutto questo, così va a farsi friggere ogni possibile talento! Una tattica vincente per i posteri per far soldi; come Alda Merini sempre in manicomio, o Vang Gogh, già pure lui non vendette neppure un quadro quando era in vita. Raccogli i tuoi lavori e registra il copyright, almeno per i tuoi figli, lascerai un grande ricordo e chissà forse anche un piccolo tesoro…ovviamente più tardi possibile! Noi Blogger ti vogliamo bene ed io personalmente ti invito a non mollare, ciò che hai dentro in un modo o in un altro riemerge è nella nostra natura di uomini terreno-spirituali. Un abbraccio, Giusy

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            1. già proprio così, io non credo di avere tutto questo talento, ma non sopporto i circoli, le agglomerazioni per “simpatia”, dove simpatia sta a significare élite, luogo chiuso. Dico e ne sono convinto che almeno la possibilità di poter esserci mi/ci è dovuta. E’ mai possibile che per essere ritenuti degni di “poetare” si debba obbligatoriamente sventolare “certificazioni” varie che nulla hanno a che fare con la poesia. Certo non metto assolutamente in dubbio che un buon background culturale unitamente ad una seria e doverosa capacità di eloquio e di onestà intellettuale sia prodromica a qualunque tentativo di scrittura, ma almeno datemi/ci la possibilità di provarci.
              Del resto quanti esempi esistono di poca cultura e di indigenza tra i grandi dell’arte tutta, e con questo non voglio minimamente paragonarmi a loro, dico solamente che non tutto è oro quello che luccica tantomeno il numero dei libri pubblicati o le lauree possedute.
              Detto questo mi scuso per aver abusato della pazienza di chi legge per essermi dilungato in questa analisi troppo intensa e troppo personale sul modo di vivere la poesia.
              Personalmente sono già estremamente felice di annoverare tra i miei sostenitori persone come te.
              Un caro abbraccio Giusy e perdona questo sfogo.

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              1. Sai, a me i commenti tipo “buongiorno o buonasera” neanche li leggo. A me piace interagire, chiacchierare, discutere, ridere o piangere e soprattutto… imparare!!! E stasera ho appreso qualcosa che non conoscevo!!!👍😙

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                1. interazione è anche vita, socialità, modo di conoscersi e conoscere.
                  Anche io ho appreso qualcosa stasera, ma è qualcosa che già sapevo : la semplicità e il gusto amichevole di scambiare quattro chiacchiere non vale lontanamente nessun salotto e aggiungerei nessuna aurea di similcultura. Ti abbraccio augurandoti una notte assolutamente poetica, alla faccia di tutti i soloni che imperversano sul web e non!
                  Ciao

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                  1. Sto scrivendo un articolo per la festa del papà, vorrei chiederti se posso inserire nel mio articolo: Mi rimane il vivere del tuo passo. citando il tuo nome e il tuo blog. Alla faccia dei soloni e dei salottieri, fammi sapere. Comunque, con tutta la mia umiltà voglio dirti, che ho visite da tutto il mondo anche se non scrivo nulla, con una media di 70-80 visualizzazioni ogni giorno e molte di più se pubblico, ecco, spero che qualcuno legga quella poesia perché le casualità a volte danno origine e sfuggono, a qualsiasi regola imposta da èlite de benpensanti. Fammi sapere e buona giornata. Giusy

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  1. Scrivi sempre dei veri capolavori! Puro incanto per le nostre vite
    E sempre dal profondo, con una poesia immediata, che ti colpisce immediatamente.
    E’ un’alchimia di parole, di musica per noi, onorati di poter leggere questa bellezza.
    Scusa se mi permetto di chiedertelo: “Hai mai pensato di raccogliere le tue perle preziose in un libro?”
    Queste sono poesie che andrebbero vissute nelle scuole
    Un caro saluto
    Adriana Pitacco

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    1. Troppo buona Adriana!
      Ci stavo pensando da un po’ ma non è per niente semplice approntare un libro.
      Trovare chi è veramente interessato a pubblicarti è cosa alquanto ardua in questo mondo di circoli chiusi. Se non fai parte di qualche salotto elitario non sei nessuno e non hai nessuna possibilità di emergere.
      Mah, sinceramente non so Adriana. Conto di lavorarci su ma non ho grosse pretese.
      Ciao e grazie della tua stima. Un caro saluto

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