Per fare i compiti da mezzi adulti
bastarono centinaia di miglia,
rincorse dentro gare affrettate
e con tutte le strade da scegliere.

Dirsi alla maniera del mare
durò come in semplicità d’estate,
a volte cercatori di qualche sponda,
spesso ribelli con l’acqua alle ginocchia.

Poi le mete, in quel giro d’abitudine
che di solito finiva addosso ai vicoli.
Ma come il vento a disconoscere
ogni aria che fosse lontananza.

Volle essere vita quella vita,
un calore simile alle tracce
che il tempo lascia a medaglia dell’età.

Amammo ragazze brune
attraverso tutte le gonne dell’alba.
Le attese delle porte per un bacio da grandi,
le curve delle macchine
per un po’ di benzina destinata.

Solo alcuni vennero a metà
e gli occhi disegnarono altre cose,
pochi passi e un guado a misura di Dio.

Ma per un breve attimo,
incerto quanto un passatempo di lampade,
fu cielo il mondo.

E noi splendemmo come stelle.

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