Tutto è uguale tra gli alberi seduti,
le macchine in file silenziosa,
la preghiera dei santi a perdersi in strada.

Per terminare il giorno
un saluto dimesso e le scarpe giallo sole,
poi un verso di occhi come un vestito di terra.

E poi discesa sarà la vita,
la quiete dentro un vento da abbracciare
e il ferro delle stelle a rumore di volo.

Il balcone ha poche direzioni
per scendere, basta un gioco di gambe
e il cuore da un’altra parte.

Intorno le voci verranno col pianto
così le parole rotte di un uomo.
E nessun peso potrà spiegare
quel corpo di donna
se non l’asfalto debole dell’alba.

Febbraio è stato troppo pesante da indossare,
ora a finestra di Dio un gioco di candela
sarà tempo nuovo.

*dedicata (quando la depressione vince sulla vita)

 

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