intorno le sedie praticavano vicoli

Mi accorsi di te tra un filo di voce
e un volo di archi. Bella nella tua notte,
i capelli raccolti, gli occhi dentro un velo di lacrima.

Poi vissero i ricordi.
Attaccati alle fodere delle case
per non essere solo un gioco di gambe.
Addosso all’edera dei muri
per non essere caduta di polvere.

Quando gli anni inseguivano corse
e sottili capelli d’estate
mentre bracieri si sceglievano in braci e rughe.
Piangendo giorni
come il vespro a sera o le candele
alle finestre per un po’ di mare.

In quel cerchio di vita lontana
dove le sedie praticavano vicoli
col senso del tempo a meridione,
a rimpiangere un corpo e i giovani sentieri
quasi a quietarsi
in una lieve corrispondenza di strade.

Poi come spoglie le foglie,
domate in qualche anno ancora.
E mattine in sperduta apparizione
per un grigio e sofferto assolo di vicoli.

/in questo mondo che rimane sconosciuto
nulla mi piange come il tuo volto.

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25 pensieri su “intorno le sedie praticavano vicoli

  1. Manco da troppo tempo mio caro , ma sei sempre nel mio cuore. Questa poesia racchiude tutto un mondo. Splendide parole che si fanno testimonianza di un tempo lontano, vivo nel tuo cuore. Immagini delineate con ricercatezza , nostalgiche ed una chiusa da brivido. Incantata da tanta bellezza ti abbraccio. Isabella

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  2. In quel cerchio di vita lontana
    dove le sedie praticavano vicoli
    col senso del tempo a meridione,
    a rimpiangere un corpo e i giovani sentieri
    quasi a quietarsi
    in una lieve corrispondenza di strade.

    in questa strofa ho rivisto mia nonna, anche lei vedova, anche lei fragile e malata, ma forte come l’edera, seduta in un cerchio di sedie con altre donne nel cortile della casa sul far della sera. Erano per quelle anziane signore i malinconici momenti dei ricordi e io bambina giravo attorno a quei sentieri di sedie che raccontavano di vite un tempo felici.

    Veramente bravo!

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    1. la sincerità è una di quelle qualità che ammiro di più cara Laura, quindi non scusarti!
      Questa è una dedica a mia nonna e alla sua tempra tanto leggera e gentile quanto forte e testarda come una casa. Quella casa in cui è cresciuto mio padre e quindi anche io.
      Un ricordo troppo personale forse per essere “chiaro”, ma è in queste parole che vive il suo amore per lei, donna che negli ultimi anni della sua vita si è ritrovata sola senza l’appoggio del marito, morto qualche anno prima. Anni in cui si vide per la prima volta come una foglia, con quella caduta lenta domata dal tempo e dall’assenza.
      Ciao

      Liked by 1 persona

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