Segnando le mani in un nodo di tempo

A fare di ceste discese
fu una spianata d’olive
e qualche vampa d’agosto
per contare piedi a mezzadria.

Due occhi irriverenti come il maestrale,
appena un cenno di mare
dal balcone di Calabria
e su per la gonna liscia il tempo giovane.

Appena donna con quell’amore
in sogno e due scale in preghiera
per raggiungere il cielo
e intorno ai vicoli un telaio di sguardi.

E quando l’età divenne perfetta
un uomo rubò il tuo velo,
scegliendo capelli per farne fede.
Segnando le mani in pegno ad ogni istante.

Poi vennero anni e figli
da colorare col gesto degli occhi.
Campagna e aria per non dimenticare.

/nelle sere in cui la luce sceglie di non dormire
le foto si toccano come in vastità di stelle.

-a zia Rosina

*Un’usanza antica calabrese riferita ai rituali di nozze è quella del matrimonio per ratto, derivata direttamente dalle consuetudini spartane e latine, rivendicazione del diritto della forza. Di questo tipo di matrimonio restano solo il ricordo di alcuni gesti simbolici che compiva l’uomo per mostrare alla comunità e alla famiglia della fanciulla, la sua assoluta intenzione di prendere moglie. Era uso che il pretendente si avvicinasse alla ragazza nei giorni di festa, all’uscita dalla chiesa e con gesto deciso togliesse dal capo il fazzoletto che le giovani usavano durante la funzione religiosa. Mostrando inequivocabilmente alla comunità il diritto acquisito sulla promessa sposa, tanto che la fanciulla veniva detta scapigliata o segnata, per indicare l’appartenenza al giovane che aveva compiuto il rituale.

Annunci

21 pensieri su “Segnando le mani in un nodo di tempo

  1. Che meraviglia leggerti caro Sarino. Attraverso i tuoi versi si respirano momenti, situazioni , vita d’altri tempi. Un respiro il tuo che diventa corale per dare modo a chi ti legge di chiudere gli occhi e vedere ciò che tu hai visto e vissuto. Grazie per scrivere come scrivi. Isabella

    Mi piace

  2. davvero intensa ed ariosa, ricca di sapori, emozioni, gesti senza tempo…alcuni versi in particolare sono indimenticabili

    Mi piace

    1. grazie Marina, a volte essere senza tempo aiuta a “ritornare” vivi, e se mettere da parte la realtà, almeno per po’, può dare emozione, sentire ancora l’appartenenza a qualcosa di magico, essere sintomo e senso in quello che “eravamo”, beh allora non sarebbe una cattiva idea farlo ogni tanto.
      Ciao

      Liked by 1 persona

  3. Carissimo poeta, hai scritto “appena donna con quell’amore in sogno e due scale in preghiera per raggiungere il cielo” ecco! Leggendo questa tua creatura poetica, raggiungiamo questo cielo
    Un infinito grazie
    Adriana Pitacco

    Mi piace

    1. una donna all’antica, ferma nel suo tempo ma con una capacità “gestionale” che farebbe invidia anche oggi. Forte e risoluta è stata capace di tirare su una famiglia numerosa e non solo. Ricordo che era sempre disponibile per un consiglio, una dritta. Ci sarebbero tante cose da scrivere su di lei che non è detto che non faccia un post un po’ più lungo per raccontare la sua vita.
      Intanto ti ringrazio di cuore, ciao

      Liked by 1 persona

      1. Spero che tu riesca davvero a farci leggere un post su di lei, credo che sarebbe emozionante come questa poesia.
        Sai,, se chiudo gli occhi, riesco a vedere tutto ciò che hai espresso nei tuoi versi.
        Un salutone.

        Mi piace

          1. è un brano Fado, un genere musicale portoghese, il gruppo si chiama Madredeus e la cantante Teresa Salgueiro. Il nome deriva dal latino fatum (destino) in quanto essa si ispira al tipico sentimento portoghese della saudade e racconta temi di emigrazione, di lontananza, di separazione, dolore, sofferenza.

            Liked by 1 persona

  4. un rituale ancestrale che hai riprodotto in versi. Un modo che agli occhi degli altri appare fuori dal mondo ma che invece ha un significato profondo.
    Sempre bravo a risuscitare coi versi questi rituali antichi.

    Mi piace

    1. una donna d’altri tempi, forte e capace, in grado trasmettere valori e sani principi anche se vissuti in semplicità e a volte in difficoltà. Una donna che ancora ricordo con stima e affetto.
      Grazie

      Liked by 1 persona

  5. E’ bello ricordare e raccontare di queste usanze. Capita che la luce scelga di non dormire e tornino ricordi e immagini a solleticare l’estro di un poeta…

    “… e intorno ai vicoli un telaio di sguardi.”
    tipico di ogni paese, ma anche di rione e caseggiato. Bellissima!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...