Io sono ancora qui.
Ancora qui mentre intorno le strade
mutano i passi in lampioni.
In questa recinzione d’anima
senza tempi e parole.

Come il vento in un suonare di lattine
che attraversa il buio.
Nello spazio di periferie sparse
senza alcuna altezza da raggiungere,
lungo vicoli in attesa
di qualche luna da riempire.

Ancora qui tra bestemmie
e palpitazioni di ponti
per un’elemosina pronta all’incasso,
con le impronte degli autobus
addosso a sguardi e mattoni.

E non ho confidenza di vita,
come superficie
a misura di miglia incomprese
sono fermo negli alberi in affitto,
in ginocchio al cielo di qualcun altro.

Sono qui come l’amore buttato,
come la discarica del tempo,
per non apparire più, per dire che non esisto.

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