verrà la pioggia e sarà quieta

La città è il luogo del tempo fermo,
un docile frastuono di mete
dove nessuna illusione conosce l’immensità.

E’ una madre che nutre distanze,
stretta nella sua pelle indifferente
odora di immagine riflessa
come l’inutile gara per non essere soli.

Come quando è sera e le vetrine
si ungono di vestiti.
Come l’abitudine della fuga
quando sostiene che i lampioni
sono solo l’ombra sfatta della corsa.

In nessuna porta sa di avere profondità,
vestita di cemento trova nei fiori
solo una distratta generazione d’aria.

Mentre alcune luci piangono confini
sapendo di non avere nessuna alba da difendere
e le auto calate d’asfalto
vivono il muto vagabondare della notte.

La sua assenza è la strada,
un cumulo di passi troppo veloci per durare.

Ma verrà la pioggia e sarà quieta
e per un po’ spartirà la sua acqua.
Così le stelle in un altro giro di sosta,
nelle deboli preferenze del sogno.

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2 pensieri su “verrà la pioggia e sarà quieta

  1. Ho voluto leggere la tua poesia alla fine di questa serata, nel momento del lascito del viver quotidiano per riprendere il sogno delle parole, il desiderio di far scorrere lo sguardo in parole-immagini che raccontano una trama ordita con passione e talento.
    Pura poesia, vera e profonda

    Mi piace

    1. grazie Adriana, le parole hanno spesso la capacità di cogliere momenti e attimi alla pari degli occhi. L’inchiostro ne riassume i contorni mentre l’iride ne fa luce e grandezza.
      Ciao

      Mi piace

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