In qualche superficiale puntata
di luci senza coraggio
la resistenza dei lampioni è stata devozione.

Così la notte nella sua alba indistinta
è stata musa e invocazione ribelle.

Perché la voce è una giovane metafora
confinata in diverse estensioni
di pagine lente.

Una delle tante, improbabili, catene della fantasia.
Quell’eternità in cui il tempo
esiste come una sciocca partitura di cuore.

Perché sono rare conoscenze le emozioni.
Somigliano molto ad un mestiere
di oscura ricompensa.

Rimane quella dipendenza da poesia
che non ha più vampa.
Che solo qualche evoluzione di vaga abilità
saprebbe riconoscere magia.

In quel luogo indistinto
dove la fredda grazia delle nuvole
ha deciso diventasse un pallido spartito di parole.

/ancora qualche orma d’anima
e mi fermerò in disparte a scegliere innocenza.

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