I sogni lottano invano
per assicurarsi un avanzo di verità,
sono dei pazzi in gara con le nuvole.

Sono pazzi per quell’eco
che li divide dalla luce,
sono le origini polverose di un viaggio
che non osano toccare.

Andare avanti
in una passeggiata con Dio
è un valore tanto scialbo quanto un lenzuolo
consumato distrattamente.

I sogni si vestono di lanterne macchiate,
di occasioni annoiate come la sosta sotto casa.
Sono la linea rossa che chiude le ore.

Sono discorsi ubriachi,
urla addomesticate di strade disgraziate.
Il limite folle di qualche finestra
che battezza imbianchini
con gli occhi della luna.

I sogni sono soldati in una battaglia di morti,
la vittoria inutile del silenzio,
un’alba che non sarà mai frequentata.

I sogni si fingono aria per non vivere appesi.

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