La gente arriva a caso,
senza un corpo che le restituisca forma.

Arriva di frequente in questo dire malconcio,
come il più piccolo dei fiori
quando il vento viene
e senza nessuna scelta piega.

Come l’aria che ferisce il suo volto splendente,
intorno all’alba non ancora nata
che si accosta al difettoso
mestiere del giorno.

Se le facce fossero dei grandi occhi sorpresi
tutto, tranne i grattacieli,
sarebbe una tenera possibilità di alberi.

Acqua in ogni verità di piano,
vezzo di campi
in tutta la padronanza del grano.

Invece nessuna voce si alza,
solo quella delle strade resiste.
In un’altra vaga preghiera di lampioni.

Le ombre pesano sui passi come d’inverno.

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