E non dirò oltre per questa vita che accade,
non dirò di nessuna foglia,
nemmeno dell’erba al gioco del pallone.

Non dirò che ci saranno mani
a dipingere il tuo volto, non dirò di questa strada
in appostamento ai lampioni.
Non dirò di questo mestiere che mi lacrima dagli occhi.

E così che viene la vita, fuori c’è un cielo freddo,
di voci usate che tristemente si accettano,
un piacere veloce che macchia la via,
che scorre come le urla, aride.

Oggi le gambe sono in corsa come le cose
quando capitano, vengono e vanno
e non hanno meta.
Sono una luce che sviene, un sorriso
che non conoscerà repliche,
come le curve abituate di questo mio mare.

Ci si potrebbe aspettare un tempo diverso
ma sono doloranti le piste del cielo,
un petto troppo difficile da contenere.

Allora non dirò oltre per sentirmi solo,
non vorrò luoghi da frequentare
sarò curvo nel mio silenzio,
simile agli alberi che si spezzano alla luna.

Gli anni sono piccoli angoli taciturni
per essere anche parola.

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