con le parole immediate della gravità

Andavamo per strade senza esperienza
in quell’estate del 1987,
sull’asfalto la lucente esaltazione dei passi snelli
era di quelle che non ha tempo,
o meglio ne ha così poco da non vedere
quanto siano perfette le orme senza affanno.

Un giorno di quelli belli,
lo stesso che portammo per alcuni anni
senza renderci conto di vivere, già allora,
come una semplice, passeggera, testimonianza.
Del resto amavamo solo la magnifica
incombenza di essere esito impensato.

Spesso in compagnia di continui piazzamenti da bar,
con le parole immediate della gravità,
a sfidare un mondo
che non capivamo fosse meglio custodire.

Esistevamo nel modo dei fiori al mattino,
giovani e orgogliose sponde
di quella superba sensualità dettata dai sogni.
Abbaglianti novità di un paese che a tratti
sembrava non amarci
e che forse sarebbe stato meglio non amare
per la malinconica dolcezza subita a distanza.

Ma ci bastava la fame del momento,
eravamo vie percorribili a celebrare luglio,
che ci rivelava il mare come inguaribili onde,
con i profumi delle ragazze in pieno senso di vento,
e alcune birre, ovvia contropartita
per un’attraente indugiare di forme.

Con quel ghiotto omaggio di occhi sempre pronto
a raccogliere rotondità, a misurare sospiri.
E quando il sale smorzava ogni profumo
al ritmo dei falò si cantava
di appuntamenti e guance abbronzate.

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14 pensieri su “con le parole immediate della gravità

    1. grazie Federica e benvenuta!
      Ah, quei mitici, inarrivabili anni ’80, con le loro mattine a perdifiato, i jeans larghi per volare, i giubbotti a quadroni per giocare a scacchi con la vita! Un periodo che mi ha lasciato segno profondo!
      Ciao

      Mi piace

    1. la mia poesia/memoria spesso mi conduce in quei sentieri che hanno scommesso sulla mia vita e dei quali ho un sincero e profondo attaccamento. Ma non è mera nostalgia, o addirittura rimpianto, è solo un modo per sentire ancora addosso quella pacata incoscienza tipica di quegli anni. Un deja vù che mi fa stare bene e che assolutamente non vuole rifuggire la realtà anzi al contrario cerca di essere stimolo affinché quel senso “bambino” torni a farci compagnia!
      Ciao e grazie della visita

      Mi piace

  1. ricordi che prendono forma nel poetico divagare dei pensieri. Spesso ci rendiamo conto di come corre il tempo quando ci sembra solo ieri di aver vissuto la nostra giovinezza (:-))
    Buona Pasquetta. (:-))

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