un mondo fatto a caso

Fu così che un mondo fatto a caso
discese con qualche forma di passo
e scelse macerie per sentirsi importante.
Scelse periferie di plastica
con fattezze di buio e alcune normalità di volti.

Conobbe un trucco di tavoli
intorno al mare chiuso dei vetri
e il leggero tocco delle mani di Ester,
tanto inutili come le notti in circuito a tracce cittadine.

Forse sarà stato solo per una combinazione
o per la voglia di nascondersi nella pioggia
ma arrivare come un consumatore distratto
non comporta certamente eleganza.

Eppure a guardare bene quell’ancheggio di costa
ha l’insistente grazia del passeggio
e la scorrevolezza della bestemmia.

Del resto una certa idea di mondo
si regge su un marciapiede fatto a preferenze
dove ogni auto sarà una voce sofferta,
a migliaia di mani sciolte
e con tutta l’avidità del momento.

E se anche quel sorriso,
da sempre lasciato alla fine di un sedile,
vale il tempo di una squallida e ordinaria riconferma,
giusto un mondo fatto a caso
sa bene come vivere in un vizio cucito a perimetri.

*quando la città è una forma ripudiata, venduta alla prima scadenza, e scaraventata a meta di qualunque pretesa. Una sorta di meretrice indifesa e indifendibile
ma capace di fagocitare, con abilità e destrezza, ogni solitudine, ogni umana in_differenza.

 

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10 pensieri su “un mondo fatto a caso

  1. La città è, per te, il crocevia di un tempo presente, con il cuore rivolto al passato dove sono rimaste speranze ed illusioni della giovinezza.
    Dovrebbe essere, però,, un porto da cui prendere il largo, un luogo di ripartenza, invece di un microcosmo grafico – esistenziale dove si annidano inquietudini e le traiettorie della mente , sconfortate da “un mondo fatto a caso”

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    1. è parte di noi tutti, a latitudini e situazioni differenti ma è più o meno quello che intorno alle città vive! Quel mondo fatto a caso è un sintomo, quando non addirittura effetto, di quello che questa realtà si degna di offrirci e forse è colpa nostra o più correttamente di chi -per noi- decide! Periferie lasciate a se stesse, solitudini ad ogni marciapiede, disonestà intellettuale imperante, malaffare, pochezza e inutilità di scelte, improvvisazione e indifferenza in ogni attività sociale. E non credo di essere pessimista, purtroppo la lista potrebbe continuare!
      Ciao

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