per restare impronta

Gridai bellezze nei campi controvento,
con la gioia del grano davanti ad un dolce,
prezioso sguardo.
Caterina, avvolta nei panni di donna,
con la cesta dei capelli addosso al mare,
seduta come voce agli alberi.

Allora gridai per i suoi occhi,
per quel volto leggero che rubava sorrisi al cielo.
Provai le mani dove l’aria cantava
e al ritmo velato dell’erba
scelsi un ramo d’eternità per amare.

Arrivai cantando
prendendo il fremito delicato delle foglie
e quel sentiero vicino ai nostri baci.
Giunse il tempo
e sembrava bastasse al volo ogni paesaggio,
poi con la versione dei vicoli
mi fermai di fronte ai lampioni e venne focolare.

E come fossi già paese trovai l’anima
e il semplice mestiere della casa.
Qualche figlio in dono
e la sottile dichiarazione della vita
a riposare in ogni porzione di promessa.

Come una decisione di olivo i miei passi,
per restare impronta.

**Immaginando mio nonno lottare per un mondo a forma di donna, Caterina.

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