Non c’era silenzio
che non sapevamo combattere,
il calore delle parole bastava alle labbra
come il sale al mare.

E quando la risacca si raccoglieva
nella procace semplicità del tramonto,
un giro di barche era così chiaro da tracciare
dimensioni e piccole fantasie di sabbia.

Poi bastava un attimo per smarrirsi,
e fin dentro la minuziosa forma del bacio
una sola, impensata, scelta
diventava coraggiosa quanto le luci
che capitavano ai lampioni
con tutta l’intuizione dell’urgenza.

Fu in luogo chiamato chissà,
in un giorno di cui non rammento la gentilezza.
Quando i passi, piccoli come gli anni,
tingevano di strada anche le nuvole,
e sui vicoli, lì, a sud delle gonne,
gli alberi accadevano
come prolungate misure di cielo.

E anche se i cartelloni
vendevano un mondo che non c’era,
l’eternità si acquistava senza grossi problemi.
Del resto in quelle puntate d’artista
la lotta incessante della grazia
era un sospiro lasciato volentieri.

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