di quella libertà urlata fino a Dio

Agili come il tempo sfuggente dei sogni,
forse lungo i marciapiedi
o in corta vicinanza ai sedili degli autobus.
In sottile appartenenza,
giacendo ad ogni mare come il volto ai cuscini.

Così, senza dire nulla, destinati ad andare,
senza vetrine alle quali deviare un’immagine,
magari in punta di disegno e mentre il silenzio delle rose
trasforma l’istante in rossore.

Forse a Est, come una discreta migrazione di allodole,
in complicità a quel vento che si ammira a balzi
quando stringe le sue mani in solitudine agli alberi.
O forse a Ovest, col poco tempo di un aquilone,
in attesa di essere mite attitudine.

E senza quella sfumatura di fatica
acquistata ai mercatini delle fughe usate.
Insieme. Con le vette di un cielo amaranto
che si dispone all’oltre, al navigare delle nuvole.

Alcune goffe onde di mappamondo
diranno della terra, di quando metteva le ali,
e di montagne brune senza casa,
di quella libertà urlata fino a Dio.

 

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16 pensieri su “di quella libertà urlata fino a Dio

  1. La linea d’ombra (ricordi Conrand ?) è la paura di non farcela, di non sentirsi all’altezza del compito che la vita ha in serbo per noi quando il tempo della gioventù volge al termine, è la paura di sbagliare e della sorte avversa sempre in agguato.
    Ma è proprio quando l’animo è in tempesta che l’uomo non deve perdere la retta via; al contrario, deve innalzare le vele del coraggio e della tenacia per attraversare la linea d’ombra ed entrare nella nuova vita che l’attende, quella della maturità.
    Solo così si può raggiungere la libertà.

    Un abbraccio ( non so se ho interpretato bene )

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    1. ci potrebbe stare anche la tua lettura carissima. Fondamentalmente è un inno all’evasione, a quel gioco magico di “volare” dimenticandosi di tutto il resto, “estraniarsi” in una dimensione altra alla ricerca di quell’isola che non c’è ma che tutti vorremmo ci fosse.
      Un abbraccio

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  2. Di tanto in tanto
    ai tuoi alti versi
    l’io s’approccia e coglie:
    aneliti e passioni,
    intrecci e voli,
    speranze ardite,
    libertà sofferte
    e altri canti,
    desiderosi di conquistar
    le stelle…
    Grazie Sarino, anche per il bellissimo commento e la profondità delle parole…
    A presto leggerti, iago.

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