Si sta di silenzio intorno alle cose,
nel continuo declino di ogni destino.
Cercare qualche bellezza è una canzone afflitta.

I numeri scelgono la salita
attraverso una lesta considerazione di sigarette,
hanno un tonfo di parole albine,
tanto vuote da sentirsi legno e confessione di metallo.

Anche la pioggia ha smesso i suoi anni
nessuna goccia scende più incontrastata,
una pendenza qualunque
giusta quanto il tempo dell’asfalto.

Le differenze che si accalcano
sono le antagoniste di un ciak di seconda mano,
poche immagini e qualche orologio
fuori stagione per sottoscrivere un contratto malfermo.

Mondezzai di corallo si svendono
intorno alle domande, rare lamine d’inchiostro
per figure che si eccitano
al solo passaggio di una qualche apparenza.

Alle insegne poca cosa è l’altezza degli occhi,
due o tre volti curvi si spengono su letture avanzate.
Com’è triste la velocità dei passi
nelle cantilene dei giostrai.

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