Marco Polo

Per inaugurare questa nuova sezione ho scelto di iniziare con il “viaggiatore” per eccellenza, Marco Polo. Colui che ha dato la stura a tutte le successive grandi esplorazioni. Esplorazioni che via via sono state dettate dal commercio o dalla “semplice” voglia di conoscenza e anche -purtroppo- dalla più terrena e violenta brama di conquista. Una ricerca che con le storie narrate nel Il Milione di Marco Polo ha demoltiplicato quella necessità del viaggio da sempre insita nell’animo umano, stuzzicando la fantasia e il desiderio di scoperta.

Risultato immagine per marco polo

« Quando gli due fratelli e Marco giunsero alla gran città ov’era il Gran Cane, andarono al mastro palagio, ov’egli era con molti baroni, e inginocchiaronsi dinanzi da lui, cioè al Gran Cane, e molto si umigliarono a lui. Egli li fece levare suso, e molto mostrò grande allegrezza, e domandò loro chi era quello giovane ch’era con loro. Disse messer Nicolò: “Egli è vostro uomo e mio figliuolo”. Disse il Gran Cane: “Egli sia il ben venuto, e molto mi piace”. »

(Il Milione di Marco Polo Vol. I, p. 6, Baldelli Boni, Firenze, 1827)

Marco Polo (Venezia, 1254 – Venezia, 8 gennaio 1324) è stato un esploratore italiano vissuto nella Repubblica di Venezia. La sua famiglia apparteneva al patriziato veneziano. Insieme al padre Niccolò e allo zio Matteo giunse in Cina (Catai) percorrendo la via della seta. Le cronache del viaggio e della permanenza in Asia furono trascritte in francese da Rustichello da Pisa durante la prigionia del Polo a Genova; raccolte sotto il titolo Devisiment dou monde, il libro in seguito divenne noto come “il Milione”. Le sue descrizioni dell’Asia hanno ispirato Cristoforo Colombo.

Risultato immagine per marco poloIl primo avo di cui si abbia notizia è un certo Andrea, abitante in contrada San Felice, padre di Marco “il vecchio”, Matteo e Niccolò. Nel 1260 i due figli minori Niccolò e Matteo attraversarono l’Asia e raggiunsero la Cina passando per Bukhara e il Turkestan cinese, arrivando a Khanbaliq (il nome mongolo dell’odierna Pechino, residenza di Kubilai Khan). Ripartirono nel 1266 arrivando a Roma nel 1269 con una ambasciata di Kubilai Khan, una richiesta al Papa di missionari per la Mongolia. Il padre Niccolò e lo zio Matteo ripartirono nel 1271, questa volta portando con sé Marco, “di età variamente indicata da dodici a diciannove anni, secondo le fonti. Se ne desume che doveva essere nato tra il 1250 e il ’55”. Rimasero in Asia per diciassette anni. Onorati e investiti di cariche governative, Marco in particolare “per le sue missioni ufficiali si spinse nel Yunnan, nel Tibet, in Birmania, in India, lungo tragitti che ancora oggi presentano difficoltà per nulla lievi, anche prescindendo dalle condizioni politiche.”

Risultato immagine per marco polo

Il 5 settembre 1298 si trova su una delle novanta navi veneziane sconfitte a Curzola dai genovesi. Durante la prigionia incontra Rustichello da Pisa, fosse “in prigione da quattordici anni o vi venisse come libero frequentatore, fu quasi sicuramente lui a dare forma scritta alle memorie del veneziano. Nel 1300 sposò Donata Badoèr, patrizia veneziana, dalla quale ebbe tre figlie: Fantina, Belella e Moreta. Morì nella sua casa veneziana l’8 gennaio del 1324 all’età di quasi settant’anni. Venne tumulato nella chiesa di San Lorenzo. Le sue spoglie andarono perdute durante la ricostruzione dell’edificio, alla fine del Cinquecento. Gli è stato dedicato un asteroide, 29457 Marcopolo.

Il viaggio

Nicolò, Matteo e Marco Polo intrapresero un viaggio nel 1271. Viaggiarono verso l’interno, attraversando l’Anatolia e l’Armenia. Scesero quindi verso il fiume Tigri, toccando probabilmente Mossul e Baghdad. Giunsero fino al porto di Ormuz, forse con l’intenzione di proseguire il viaggio via mare. Continuarono invece a seguire la via terrestre e, attraverso la Persia e il Khorasan, raggiunsero Balkh e il Badakhshan. Superarono, in quaranta giorni, il Pamir e scesero verso il bacino del Tarim. Attraverso il deserto dei Gobi giunsero ai confini del Catai, nel Tangut, la provincia più occidentale della Cina. Quindi proseguirono lungo la parte settentrionale dell’ansa del Fiume Giallo, arrivando infine a Khanbaliq, l’antica Pechino, dopo un viaggio durato tre anni e mezzo. Una volta arrivato nel Catai, Marco ottenne i favori del Kubilai Khan, ne divenne consigliere e successivamente ambasciatore. Il giovane e intraprendente viaggiatore veneziano, su incarico dall’Imperatore, ispeziona le regioni al confine del Tibet e lo Yün-nan fregiandosi del titolo di “Messere”. È un’onorificenza che lo pone a stretto contatto con la figura del sovrano, facendo di lui un rappresentante e informatore, oltre che ambasciatore di Stato. Svolge inoltre attività amministrative e si guadagna la stima delle alte sfere della società mongola. Nel 1278 poi, Marco Polo viene nominato Governatore di Hang-chou, già capitale, sotto la dinastia dei Sung, del reame dei Mangi. È il massimo riconoscimento per la sua abilità e per l’impegno profuso alla corte del Kahn.

Risultati immagini per Kahn. Nel 1292,Nel 1292, a ventun’anni dalla partenza da Venezia, il mercante divenuto governatore inizia il viaggio di ritorno salpando dal porto di Zaitun. Dopo tanto peregrinare, nel 1295 rientra a Venezia.

Il Milione

È uno dei viaggi più avvincenti della storia, un’avventura che si snoda tra Europa e Oriente, destinata a lasciare un segno incancellabile nei rapporti tra le due civiltà. Un segno rimasto impresso in un libro, Il Milione, conosciuto in tutto il mondo, così come il narratore e protagonista di quel viaggio: il veneziano Marco Polo. È il 1271 quando il giovane Marco Polo insieme al padre e allo zio parte da Venezia. Prima tappa San Giovanni d’Acri in Terrasanta. I Polo attraversano Turchia, Persia, Afghanistan, il deserto del Gobi, e dopo quattro anni, nel 1275, giungono nel Catài, nella Cina del nord, dove risiede la corte di Kublai, Gran Kan dei Mongoli. Nel Catai i Polo resteranno 17 anni, prima di ripartire per Venezia, che rivedranno solo nel 1295 dopo un altro avventuroso viaggio. Lungo questa rotta, nota come via della seta, si erano già mossi in passato altri viaggiatori e mercanti, creando scambi non solo di merci ma anche di idee e di conoscenze.

Risultati immagini per Il Milione

Sebbene ci si riferisca all’opera come al Milione di Marco Polo, diversi indizi portano a credere che il vero titolo fosse un altro. Luigi Foscolo Benedetto, “persuaso che Milione sia il nomignolo dell’autore”, lo considera un adattamento del diminutivo “Emilione”. È supponibile anche che ‘Milione’ non sia altro che il multiplo di ‘miglio’ (in latino ‘milium’), antica unità di misura itinerante corrispondente a mille passi (peraltro ancora in uso nei paesi anglosassoni, se pure con diversa relazione), considerato che Marco Polo svolse a piedi gran parte del suo viaggio.

Fra Iacopo d’Acqui parla di “dominus Marcus Venetus (…) qui dictus est Milionus”. Mentre l’umanista Ramusio scrive che: « nel continuo raccontare ch’egli faceva più e più volte della grandezza del Gran Cane, dicendo l’entrata di quello essere da 10 in 15 milioni d’oro, e così di molte altre ricchezze di quei paesi riferiva tutto a milioni, lo cognominarono “messer Marco Milioni”.»
Il codice considerato più fedele all’originale smarrito si intitola Le divisiment dou monde, ma si dà maggior credito ad un altro titolo, Livre de Marco Polo citoyen de Venis, dit Million, où l’on conte les merveilles du monde. Si pensa dovesse venire abbreviato in Libro di Marco Polo detto Milione e poi in Libro di Milione e, infine, in Milione.

Il testo è diviso in capitoli, provvisti di rubriche che ne sintetizzano i contenuti. Vengono descritti sistematicamente diversi paesi d’Oriente e tali descrizioni vengono inframezzate talvolta dal racconto di guerre e battaglie. La corte del Gran Khan è descritta nell’ampia sezione centrale del libro: vengono esposte le vicende storico-militari del regno.

  • Fr. 2810, Tav. 76v “È sono idoli, e sono come bestie selvatiche. E tutti quelli di quest’isola ànno lo capo come di cane e denti e naso come di grandi mastini. Egli ànno molte spezie. È sono mala gente e mangiano tutti gli uomini che posson pigliare, fuori quelli di quella contrada.”
  • Fr. 2810, Tav. 84r “Qui hae sì gran caldo che a pena vi si puote sofferire (…). Questa gente sono tutti neri, maschi e femmine, e vanno tutti ignudi, se non se tanto ch’egliono ricuoprono loro natura con un panno molto bianco. Costoro non hanno per peccato veruna lussuria”

  • Fr. 2810, Tav. 88r “Diconmi certi mercanti, che vi sono iti, che v’ha uccelli grifoni, e questi uccelli (…) non sono così fatti come si dice di qua, cioè mezzo uccello e mezzo leone, ma sono fatti come aguglie e sono grandi (…) che l’alie loro cuoprono venti passi, e le penne sono lunghe dodici passi”
Valutare l’impatto che ebbero i resoconti del Polo è un’impresa ardua per l’estensione dell’argomento. Sono almeno centocinquanta i manoscritti documentati prima della diffusione della stampa e in seguito le edizioni non si contano. Le sue descrizioni dell’Asia hanno ispirato i viaggi di Cristoforo Colombo, che fino alla morte restò convinto di avere raggiunto il Catai. Le informazioni sulla geografia dell’Estremo Oriente hanno contribuito alla compilazione della mappa di fra Mauro.

La fortuna negli ambienti scientifici inizia nel XV secolo; “in quegli anni la Repubblica di Venezia regalava una copia del Milione a Enrico il Navigatore”. Diplomatici, commercianti, navigatori e chiunque dovesse mettersi in viaggio verso l’Oriente adottarono Il Milione. Una delle dimostrazioni più evidenti dell’influenza che ebbero i racconti del Polo è il confronto tra la raffigurazione del globo di Paolino Veneto nella Chronologia Magna, che pure doveva essere frutto degli “ultimi aggiornamenti”, con quella estesa da fra Mauro circa un secolo dopo, conservata alla Biblioteca Marciana di Venezia. Nella prima “il Mediterraneo è la sola parte in grazia di Dio, e la sua relativa verosimiglianza garantisce che sul resto si brancolava nel buio”, mentre quella alla Marciana mostra già “parecchio in stretta analogia con le carte dei nostri giorni.” Sempre il Ramusio scrive:

« quel bel mappamondo antico miniato in carta pecora, & che hoggidi anchor in un grande armaro si vede à canto il lor choro in chiesa, la prima volta fu per uno loro converso del monasterio, quale si dilettava della cognitione di cosmografia, diligentemente tratto & copiato da una bellissima & molto vecchia carta marina, & da un mappamondo che già furono portati dal Cataio per il magnifico Messer Marco Polo, & suo Padre. Il quale, così come andava per le provincie d’ordine del Gran Can, così aggiugneva & notava sopra le sue carte le città e luoghi ch’egli ritrovava […]. Ma poi che non molti anni sono per le persone giudiciose s’è incominciato a leggere & considerare alquanto più diligentemente questo presente libro di Messer Marco Polo, che fin hora non si havea fatto, & confrontare quello ch’egli scrive con la pittura di lui, immediate si è venuto a conoscere, che’l detto mappamondo fu senza alcun dubbio cavato da quello di Messer Marco Polo, & incominciato secondo quello con molte giuste misure, & bellissimo ordine.»

Un esemplare del Milione di Francesco Pipino conservato all’Alcázar di Siviglia esibisce le postille di Colombo, che del resto resterà sempre convinto di aver raggiunto le Indie ed il Catai descritti da Polo. Nel diario di bordo e nelle relazioni sono frequenti i riferimenti al testo poliano: «Domingo, 21 ottobre …Tuttavia, sono sicuro di arrivare alla terra ferma e alla città di Quisay e consegnare le lettere delle Vostre Altezze al Gran Can.»

Risultati immagini per Milione Alcázar di SivigliaTra l’ottobre e il novembre 1492 i riferimenti al Milione sono continui, Colombo è infatti convinto che l’isola di Cuba sia il Cipango (Giappone) di cui parlava Polo: “Io volea partire quest’oggi per l’isola di Cuba, le cui notizie datemi da queste genti, circa la sua ampiezza e le ricchezze sue, presumere mi fanno essere Cipango.” (23 ottobre) “s’io mi attengo ai cenni fattimi da tutti g’l’Indiani di queste isole (…) quella è l’isola di Cipango, di cui si raccontano cose tanto maravigliose” (24 ottobre) “penso che sia ben dessa la terra ch’io cerco, cioè Cipango” (26 ottobre) “Debbo fare ogni mio sforzo affine di recarmi presso al Gran Cane, che penso dimorare in questi contorni, o nella città del Catai” (30 ottobre) “io mi trovo in faccia di Zaito e Guinsai” (1º novembre).

Il Milione è stato preso come punto di riferimento da Italo Calvino per la stesura de Le città invisibili, del 1972, in cui Kubilai Khan e Marco Polo hanno un intenso e onirico dialogo, costellato delle descrizioni delle città che Marco Polo relaziona all’imperatore dei Tartari.

Dal 1982 Marco Polo è stato raffigurato sulla banconota da 1.000 lire italiane che hanno avuto corso legale fino al 1995.

Risultati immagini per banconota da 1.000 lire italiane polo

*immagini e testi recuperati liberamente sulla rete, in particolare da www.wikipedia.it e www.raistoria.rai.it, il tutto raccordato da alcune note personali. 

Annunci

13 pensieri su “Marco Polo

  1. Quanta passione e quale cura nel tuo saper fare ricerca…
    Ottimo lavoro procedurale e ben contestualizzato che merita di essere utilizzato all’interno dei percorsi didattici, troppo spesso, orfani della passione necessaria al coinvolgimento.
    Ho rivisitato il viaggio dei Polo cogliendo le sfumature che mi erano sfuggite e ciò che la memoria dava per scontato…
    Sono tornato al mio ieri con uno sguardo ed un sentire assai diversi dallo scolaro e studente che ero.
    Grazie Sarino… alla via così!
    Cordiali saluti, iago.

    Liked by 1 persona

    1. grazie Iago, parole le tue che mi rendono felice per questo “lavoro” di comunicazione che mi emoziona! Marco Polo è un personaggio mitico, un “vagabondo” incisore di mondi sconosciuti, l’archetipo del viaggiatore, di colui che muove per spirito, passione e perchè no incoscienza. Una sorta di pittore impressionista che ha “tratteggiato” miglia e miglia per quella necessità tipicamente antropica di scoprire, di caparbia messa in gioco e “solo” per quell’unica, meravigliosa scommessa che è la conoscenza.
      Ciao

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...