Fili di marionetta

Si taglia in due la morte delle onde
nell’attraversare la strada che patisce ad ogni passo.
Disegni di occhi, dissolti ai sospiri di campanile
senza sensi per un pomeriggio raccattato,
dove sarebbe facile smorzare i fili di marionetta.

Quante once calde di giardino fremono
senza più attracchi nelle porte secche,
all’albeggiare,
negli androni di un crepa che passeggia,
al vespro del santuario/candelabro.
In un bagno di cera.

Il silenzio è pelle che ghermisce scintille,
fremente nel dolore che sale,
urla come roccia di mare infranta
che non bagna ma lacera,
ruga di fuoco che sbraita vento.

Speranza, sopravvivenza o morte,
ragione scaraventata alle lame di un dormitorio
annullata, vinta
– quasi estinta- al grido di luce,
della vecchia candela di spago
nell’otre dei mugolii di un luogo ai confini,
il verde-mare annichilito dell’anima.

-dedicata (a mia mamma)

 

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26 pensieri su “Fili di marionetta

  1. Caro Sarino
    In questi versi tutto l amore doloroso che la lontananza acutizza con un senso di mpotenza! Momenti vissuti che ci straziano ogni volta che li sentiamo da altri.
    Sheravicinacol❤

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  2. E or ti rendo onore
    punto fermo di realtà,
    seno che mi nutre,
    volto del mio mondo,
    parola che dà fiato,
    braccio che protegge,
    carezza che consola,
    giuda del mio passo,
    amore senza fine,
    specchio che riflette,
    ancora di luce.
    Tienimi la mano e
    non lasciarmi solo…
    perché io t’appartengo.
    Iago.

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    1. un’assenza legata ai troppi chilometri che ci separano! Ma non manca mai di starmi “vicino” anche se e lei che avrebbe bisogno di vicinanza e affetto. Purtroppo la lontananza sa essere ancora più lacerante quando al tempo rimane poca cosa se non un corpo ormai decaduto. Troppi i dolori e le sofferenze per essere altrimenti. Ma è una grande donna, caparbia e di una dolcezza che non conosce misure nè distanze! Grazie e ciao

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      1. Ma di nulla! Già, l’assenza è straziante e non si può fare altro portare sempre con sé le persone care nel profondo del cuore. Con il cuore e il pensiero si è sempre vicini, un legame indissolubile che né la distanza né il tempo potrà mai affievolire o rimuovere. Un abbraccio!

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        1. sai a volte la lontananza non ti rende nulla, cancella, spiana, è un “mestiere” di ferro che non conosce miracoli. Allora è la nostalgia, nostra signora del tempo bello, che riassume i nodi e sebbene nel pianto ti fa ancora sorridere. Purtroppo non si può sempre scegliere, a volte la vita ti porta dove non vorresti. Alla fine sono le circostanze o le necessità a decidere per te. Io da calabrese ho dovuto “scegliere” di andarmene, lasciando quanto di più caro. Poi certo ho trovato un lavoro, una famiglia che adoro, ma è come se non fossi mai del tutto “pieno”. Manca sempre qualcosa, soprattutto quando l’età avanza e ti accorgi che tutto si vela e scompare quasi senza accorgertene!
          Rimane la consapevolezza di aver vissuto almeno un pò quel tempo bello e allora riesci ancora a sognare!
          Scusa questa mia “malinconia”. Ti abbraccio

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          1. Figurati! Anche se ho soltanto ventun anni condividiamo la stessa malinconia perché ho purtroppo perso mio padre è inoltre al momento sono lontano dalla mia famiglia. Quando vengono a mancare le persone che si amano di più, che sia per la morte o semplicemente per una distanza dovuta ad una città differente, ci si rende conto di tante cose. Per esempio, le cose che prima credevamo fossero naturali e che accadevano ogni giorno o semplicemente il fatto di averli accanto ogni giorno, ora ci sembrano distanti e le rivorremmo indietro. Già, purtroppo sono poche le persone che si sentono davvero piene; ci sono sempre delle scelte da compiere, delle perdite e delle rinunce da accettare ma come dici tu, i ricordi ci aiutano ad andare avanti e a sorridere qualora si tratti di qualcuno che abbiamo purtroppo perso. La verità è che non siamo mai pronto quando si tratta dei genitori perché inconsciamente pensiamo di averli al nostro fianco fino all’ultimo; ma purtroppo c’è già un destino scritto per tutti che decide prima di noi e si può anche andare via prematuramente. E di tutto questo non ci si abituerà mai, non ci si abituerà mai all’assenza, non c’è nulla da fare.

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            1. Mi dispiace sinceramente, anche io ho perso mio padre a vent’anni, ormai sono passati molti anni e non me ne sono mai fatto una ragione! Però ho capito una cosa che la mancanza non dovrebbe mai significare assenza, la mancanza presuppone che in qualche tempo sia esistita una presenza (e che quindi sa di “qualcosa” vissuta), mentre l’assenza si avvicina molto al vuoto, al nulla! In qualche modo la mancanza me lo fa sentire “vivo”, una sorta di presenza graffiante, sebbene relegata ai ricordi, alla mia mente, al mio cuore.
              Ti abbraccio cara Giulia e ti faccio i mie più sentiti auguri per una vita ricca di soddisfazioni, te le meriti tutte. Alla tua età dimostrare tale capacità di reazione e di vitale partecipazione è sinonimo di un carattere bello e forte!

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              1. Anche a me dispiace per te. Io l’ho perso quasi tre anni fa, avevo diciannove anni e ancora non mi sembra vero, mi illudo che un giorno possa tornare ma so benissimo che non sarà mai così finché non ci ricongiungeremo e allora sarà una gioia immensa. Certo, hai ragione: nonostante l’assenza, la loro presenza è sempre in fondo al nostro cuore, ogni giorno li portiamo con noi e non smettiamo mai di volgere loro il pensiero. Ti abbraccio forte anche io e ti ringrazio tanto per le tue parole, spero davvero di raggiungere i miei obiettivi e non posso che augurare lo stesso a te. Tanta fortuna, amore e pace interiore nonostante a volte sia difficile. Credo che anche tu abbia un carattere bello e forte e che meriti il meglio. Si vede inoltre che sei una persona buona e sensibile, qualità bellissime e che al giorno d’oggi non sempre si riscontrano negli altri o quantomeno entrambe.

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    1. grazie Anna, ogni madre è ispirazione e meta! In questo caso, sebbene la donna più importante della mia vita lotta tra dolori e sofferenze di ogni tipo, riesce ancora a farmi sentire bambino, tiepido sogno, onda del suo mare. Ciao

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