La città è un’ombra, imitazioni, barriere
spettri e corse d’alberi sulla strada
(incompresa, sfuggita, indefinita).
E solchi, e ruote, muri di cera
e confini usati, graffiti senza spine
direzioni senza fiato.

(dov’è il cielo
se non esiste impronta
di marciapiede)

E pensieri avvistati nella metro,
onde sciupate d’acqua in cammino,
e cappelli affamati sui corpi aggrovigliati
e voli dissolti al buio.

Quante orme d’aria nei sottoscala,
nei sobborghi dei volti e linee invase
di silenzio. Silenzio d’orologi,
di vento numerato a biglietti,
nel finestrino di una rapida puntata.

Chi sono. Nel cemento degli occhi
immagini rimandate, fredda
impotenza di un attimo qualunque.

Chissà se l’alba!

Annunci