Diane Alela Menig (Nevada City, 20 aprile 1983) è una cantante e compositrice statunitense.

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Cresce cantando con i suoi genitori musicisti e nel coro della scuola. Comincia la carriera interpretando canzoni ricche di tensione, con voce calda e testi meditativi riguardo alla famiglia e la natura. La sua prima incisione la realizzò auto-producendo nel 2003 Forest Parade. La sua prima apparizione pubblica da solista avvenne su invito della collega Joanna Newsom originaria anch’ella di Nevada City. Le canzoni del suo primo album, The Pirate’s Gospel, furono scritte durante un viaggio in Europa.

Vennero poi registrate nello studio di suo padre Tom Menig e inizialmente vennero pubblicate in autoproduzione nel 2004 e distribuite in custodie in carta scritte a mano. L’album è stato ripubblicato in forma riveduta da Holocene Music. Alela Diane ha girato negli Stati Uniti sia da sola sia con Tom Brosseau. Ha aperto i concerti per Iron & Wine, Akron/Family, The Decemberists, e Vashti Bunyan. Si è esibita in Gran Bretagna nel 2007. Inoltre ha fatto un lungo tour in Europa (UK, Irlanda, Francia, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio, Germania) nella primavera del 2008.

Il suo secondo album, To Be Still, esce nel febbraio 2009. All’inizio del 2009 gira gli USA aprendo i concerti di Blitzen Trapper, e trascorre buona parte dell’anno in tour in Europa.

Il suo terzo album, Alela Diane & Wild Divine esce nell’aprile del 2011. Dall’uscita del disco con la sua band i Wild Divine – che include suo padre, Tom Menig, e suo marito, Tom Bevitori – Alela Diane ha girato in tour sia gli Stati Uniti sia l’Europa. Nel luglio 2011 hanno aperto i concerti del gruppo Fleet Foxes in una serie di date negli USA. Nel novembre 2011 hanno aperto i concerti dei Fleet Foxes in un tour comprendente 3 tappe in Italia, a Roma, Bologna e Milano.

Affiancata da collaboratori del calibro di Matt Bauer, Mariee Sioux e Michael Hurley, Alela Diane offre un’ampia rassegna delle sue doti cantautorali in ballate dal sapore antico, riviste secondo una sensibilità del tutto personale, espressa attraverso le suadenti modulazioni della sua voce e l’andamento, in prevalenza morbido e cullante, di canzoni che sfiorano diverse sfumature di un folk fuori dal tempo, ma mai ridondante né appiattito su un solo profilo della tradizione.

Se infatti ballate dal sapore agrodolce come “White As Diamonds” e “Take Us Back” possono collocarsi nel più classico solco delle appalachian songs, lungo tutto il corso dell’album sono altresì riscontrabili assonanze col folk britannico e persino passaggi di sognante evocatività, quali quelli della sobria love song “Every Path”.

Canzoni di una strabiliante poesia, che sottintende uno struggimento ma anche una nuova tempra interiore della Diane, ferita ma stentorea nei maestosi silenzi del disco (“Hazel Street”), solcati da un sound di grande gravità e profondità spirituale, grazie al secco apporto percussivo di Neal Morgan (turnista di Joanna Newsom e Bill Callahan) e agli arrangiamenti per piano e flauto di Heather Broderick, già membro di Efterklang, Horse Feathers e Loch Lomond, e per archi di Holcombe Waller.

Oh la mia mamma
Mi ha dato questi respiri piumati
Oh la mia mamma
Mi ha detto usa la tua voce,
Mio piccolo uccello

Ha detto canta canta canta canta canta canta melodie
E lei cantava cantava cantava cantava cantava cantava melodie

Oh la mia mamma
Mi ha dato dei piedi stravaganti
Continuerò a ballare
E batterò batterò batterò le mie dita dei piedi
Su quei pavimenti scricchiolanti

Oh la mia mamma
Prese la mia piccola mano e la tenne stretta
Oh le mamme
Danno le acque dei loro pozzi
Oh le mamme
Danno ai bambini questo sporco su cui stiamo camminando
Oh la mia mamma
Mi ha dato questi respiri piumati
E la tua mamma
Anche lei ti ha dato quei respiri piumati

E quando il cielo fa cadere tutte quelle piume
E quando gli uccelli cantano la mattina
Sarò una mamma
Avrò una figlia
Sarò una mamma
Avrò una figlia

E le darò melodie
Le darò melodie

E le darò melodie
Le darò melodie

E lei sarà
Il mio piccolo uccello
E poi volerà
Volerà


*immagini, video e testi recuperati liberamente sulla rete, in particolare dai seguenti siti, il tutto raccordato da alcune note personali.

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