Prendimi come gli alberi il viaggio dei chilometri
e con tutta la velocità dell’assenza
stringimi ai banchi della sera,
tienimi con l’incanto delle mani
quando misurano l’ampiezza dei lampioni.

Rendimi le ombre dei passi
tanto da mostrarmi inchiostro alla carta,
proprio ora che il cammino
ha ancora un filo di strada da proteggere.

E stammi agli occhi anche senza significato,
basta che sia infinita simpatia
la profondità delle tue sponde.
Scendi sui miei anni col mare in affluenza,
entrando come l’onda a riva
mentre sceglie un nuovo avvento.

Dammi una sola manciata di pioggia mite
per essere ancora un’intuizione di tracce
quando vanno come una sedia sola.

Allora dirò che non mi basterà solo un cuore
per assaggiare le note luccicanti delle labbra.
E nemmeno una, cento, mille vite
per ripetere al cielo il tuo amore che tengo in fiore.

Dirò che mi basterà un giorno,
un qualunque istante d’immutabile purezza.

-dedicata a mia moglie

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