Magari restituire al vento
la magia delle curve non sarebbe esagerare.
Ad ogni forma di strada
si potrebbe sognare, correndo
fin dentro le case indisturbati.

Fino a quando i passi
non saranno che una rara eternità
e la pioggia il verso diverso
di una fotografia lasciata a memoria.

Alla maniera degli alberi,
in qualunque versione di viali
dove l’alba è già una vecchia scia di lampioni.
Nel tempo esatto in cui una lacrima
si libera facilmente degli occhi.

Perché abitudine verrà
e ogni onda smetterà di essere mare.

-Chissà se in fondo esserci
sarà provare esistenza in ciascuna pendenza
o avviarsi con quello che rimane del nulla.

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