Quando non si è mai conosciuta la felicità non si ha il diritto di disprezzarla. (Yukio Mishima)

La poesia che segue è dedicata ad Antonio che stamattina ho saputo aver intrapreso una strada diversa. Un piccolo ricordo per chi solo a tratti ha vissuto. Soprannominato Mishima, forse per quella voglia di lottare con tutta l’abnegazione possibile per qualcosa che viveva “lontano” e che alla fine si è dimostrata una mancata evasione da quello che lo circondava. Uno che credeva fermamente, come Mishima, in qualcosa che probabilmente non esiste o che, molto probabilmente, è difficile da perseguire. Qualche Dio ha poi deciso per la pazzia e ogni via si è rivelata inutile. Una di quelle persone sfortunate che cercano di trovare e magari trovarsi, amici di lunga data di una strada alla continua ricerca di una sigaretta, persi nel loro mondo immaginario e immaginato.

Cammini con la tua sigaretta da chiedere,
l’euro di mancia per vincere il giorno
è conforme ad una scelta non tua.

Un lieve vento di luce passando per vie perse,
oltre le ore e il respiro, tra gli occhi di sale
e i giorni con poche mani.

Siedi ora e guarda il tuo sorriso bellissimo,
non esistono cavalli per correre
ma una sola strada da muovere, sempre.

Finché la vita spegne tutto e riavvia il suo mestiere.
Un mattone che ricorda la tua forma.

*

Questa, invece, è una poesia di Yukio Mishima

Le Stelle

Quando gli uomini guarderanno le stelle,
nel loro cuore si leverà, carico di essenze,
il vento della notte.

Sulla foresta, sul lago, sulla città,
le nuvole fluttueranno tranquille.

Allora le stelle inizieranno a cadere copiose
e come la rugiada copriranno ogni cosa.

Nel disegno tracciato dall’invisibile nastro divino,
tutte le costellazioni crolleranno a una a una
con estrema eleganza.

D’allora in poi le stelle dimoreranno
nella nostra anima, e forse torneranno ancora
quei giorni in cui gli uomini
erano dolci e meravigliosi come gli Dei.