ho scoperto ferme
le tante ante vestite per mille scale,
unti i numeri di certi caffè
abituati a chiudere
appena dietro l’angolo

un mondo in cui esistere
significa resistere,
dove anche gli alberi vivono
per un domani
troppe volte lasciato andare

ai passi senza strada, all’ombra
presa a nolo e fuorimano
e non c’è risposta nelle piccole onde
tenute insieme dal sale

con la fortuna delle foglie
agitate dall’aria troppo sola
per strane mattine sempre uguali

rimane il tempo dietro di noi
e il buio delle gambe
che vanno e accadono

ma alla luna dico eccomi,
non sono solo