in questo pieno di gente
persiane e nuvole esistono in giacenza,
la città invece scorre in mezzo al niente
a qualcosa che non ha voce

per strane vetrine
correndo e cadendo dietro primavera,
dietro l’incerta lettera delle cose nuove

come l’alba che sopravvive al tempo,
come chi non avendo nome
urla al mare il perché del sale

e chiedendo una marcia al vento,
al nero passo della strada che va
scrivendo carta
per un amore che non viene

/anche oggi è freddo,
quanto la paura del giorno dopo ieri