a lasciarmi indietro
vent’anni dentro il portafogli
chilometri e chilometri di luna
senza movente

ogni luogo con gli occhi
in fondo alla strada, come la casa
quando si aggiunge al viale
a domandare cosa sia la fortuna

di tanto in tanto in un angolo giallo
che corre sui vetri, sparso e senza ricami
o per notti in sogno ad ogni posto

con la valigia intorno alla polvere
capace di molti vuoti
e di quel dolore lento tipico dei muri

sarà l’impronta o soltanto il peso,
poche pieghe e ossa instabili
come un breve rossore di campo

poi a piangere basterà il vento,
in mezzo agli alberi, a finire tra gli uccelli