a pareggiare gli anni

a pareggiare gli anni
mi ricordo i fianchi sorpassati in tempo
spesso senza troppo vento intorno
qualche passo indietro
due muri da scontare e la voce tra le gambe
ogni volta che veniva strada

per luoghi riempiti appresso notte,
mandati a chiedere bottega
con parole di sale capitate appena
fuori ad altri vuoti a richiamo
che scendevano come la pioggia,
negli occhi, all’altro capo di un punto
chiamato mare

e proprio quando il sole arrivava
dove non esisteva più porto
e l’attesa si vestiva di qualche ciao
per dire ci vediamo domani,
come se domani fosse qualcosa
da rivendicare

anche quando il viale era solo un modo
per contare gli alberi,
in fila a piccole fughe quotidiane
non avendo altro che qualche anno
a disposizione

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11 pensieri riguardo “a pareggiare gli anni

    1. grazie Flavio. Quel viale è stato una sorta di “passaggio/paesaggio” in cui praticamente sono vissuto. Un lungo viale ancora presente che in qualche modo è stato ed diventato il viale del mondo -il mio- , con le sue piccole gioie, i dubbi, le ansie legate al futuro, dove gli amori erano un passo sempre avanti, una specie di luogo della mente, avendone presente i margini e le tante spigolature. Ciao

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