le cime sono solo degli alberi
quando il sole scende dalle pareti,
tutt’intorno il cielo degli uccelli
rimane imprevisto quanto un telo capitato

di sotto un mondo asciutto
che non ha posto, nessuna stazione in arrivo
appena due metri di viaggio
e una bicicletta attraversata dal viale

sulle corsie parcheggiate il dubbio
delle multe si presta ai palazzi,
le foglie lente appena passate
proprio come qualsiasi cosa

più in là, tra i piedi di chi ha perso anche il vento,
un uomo con gli occhiali
diminuisce verso est,
come gli alberi che si immaginano alle finestre

in fondo il portone giallo, un po’ appartato,
accosta gli occhi al passaggio delle auto,
cambia colore se mosso in silenzio

mentre a largo delle scale il bagliore dei vetri
non ha coincidenze particolari,
alla fine si spera solo che arrivi in tempo

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