le attese sono creazioni
di un dopo mai arrivato prima,
niente è passato,
né passioni a raccolta,
nemmeno il tempo della luce

lento s’abbassa un volto
sulla strada lontana,
una misera certezza d’orologio
lascia un cappotto sbiadito,
di un’ora è sconfitta ogni lancetta mossa

gli alberi piegati vanno a tramontana
a misura di viaggio con niente intorno,
quasi un deserto le voci,
forse sarà come tornare a casa
la sete alla finestra

di nulla mi arricchisce la destrezza
di questo cielo a soffitto,
nemmeno il canto breve di un clacson,
della luna tagli di pozzanghera assistono

è ancora in passi da correggere
questo essere figli,
terremo al tramonto le vie
a condizione di splendere spesso

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