affiora come un’incrinatura
di giorni imbrattati il tempo delle cose
e si spinge su, fino in cielo,
insieme al vento

proprio quel tempo che per non cadere
transita di strada in strada
e nel ritornare foglia
s’incurva al ramo come la mano

come il viaggio delle porte
quando si commuove per un salario
al buio per non lasciare
e non si accorge di un uomo
che si getta sul lampione

ma le abitudini spesso vanno per niente
e la triste calma delle gambe
sopravvive obbligata e senza pelle

però in qualche modo
l’omaggio dei volti sui riflettori
sa di clamore e di luci in fiore

anche se rimane soltanto il senso degli occhi
e il peso di questo mondo
dall’inclinazione lenta e strana

Annunci