Elvira si allena di sorrisi
con tutta l’eleganza del mare
quando arriva di nascosto,
come l’attimo prima di un amore
sempre in ritardo di un’ora,
che ad immaginarlo voce sarebbe inutile grazia
la sera gettata in preghiera

simile al vento di passaggio
quando muore negli alberi da riempire,
lungo quel viale tanto ostinato
da non capire nemmeno i passi da seguire

al di là del cuore e degli occhi
comprati di ritorno dalle vetrine
e con tutta la forza di un sole assassino
che riempie il solco di carne viva

come la luce senza fortuna
che si affanna sulla luna per non cadere
o la distanza che indossa la misura
senza sapere dove andare

Elvira è la tenera risposta delle scale
da appendere vicino al letto
quando resiste al peso di ogni gradino
e al nero profumo dei giardini

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