saranno una correzione di vento
le foglie che non scenderanno,
un sogno disperato
da seccare in ogni cuscino stretto agli occhi

come le misure di un viale preso per mano
e scordato a frammenti,
nascosto da un numero controverso
intriso di pioggia e gente normale

tra le forme dell’aria respirata,
tra gli alberi in rima e in fianco di finestra,
come il cielo dirimpetto
che un po’ alla volta si getta sulle scale

sarà una specie di respiro improvvisato
e incontrato per caso
lo stralcio in quiete che afferra
e tiene in disordine,
con due note rimediate a schermate
e dal miele andato a male

saranno gravità, parole e luna
le storie inventate a piedi per un pezzo di sera,
con quell’emozione rubata
in un fiato di corsa

e voce che affiora
quel verso in calce nato e dimenticato,
uno squarcio di meta tenuto a bada
come un figlio senza primavera

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