al senso rauco della voce
nessun viaggio resiste
soltanto il sogno mite delle labbra
riesce dove la parola cade

perché oggi è tempo per un po’ di pioggia
da riempire e la sera si sceglie con cura
come un’ombra senza piedi

come una scelta senza mestiere
che scivola lenta anche sulla luce
appesa alle bandiere

vicino al buio di una donna che si scopre
pietra senza appoggio
e mentre la resa dei muri s’imbratta di ieri
con qualche inchiostro preso a noleggio

in lontananza al respiro sbiadito dei lampioni
che si fermano sul ritmo passato del sole
e intorno al mondo di un due di picche
che svela tutta la sua fretta

oggi anche il cielo di un passo
vive senza numeri da ricordare
come l’età che si lascia misurare
in poche pagine non adatte al vento

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