in quell’unico bacio che sapeva di sale
il mare era simile all’amore distante,
a metà tra il cielo e il senso del tempo
e i soliti amici che consumavano file ai bar
attraverso sfide di strade con strade

anche il vento incapace degli anni
mischiava capelli ricci e alberi a due a due
come le vie fermate indietro
e le scelte di primavera
misurate con troppa estate

sui resti delle case
la vita cambiava le marce ai finestrini
per non restare sola
e in quella macchina a gettoni
gli occhi alla luna
si parcheggiavano sopravvissuti a ieri

poi il silenzio metteva radici
e con calma alcune preghiere
proseguivano dritte anche in curva
con una discreta discendenza di stelle
che arruolava birre e mattoni da bere