vivo di cardini e polvere,
tra consuetudine e ruggine,
attuale come il muro di fronte
come l’alba prevista di ogni giorno

mentre un vecchio passato di foto
si commuove anche del legno
e mille rose andate per pioggia
accettano il resto di questa regolarità vissuta

intorno il cielo sa di arrivo
e solo un po’ di voce mi ricorda dell’aria
allora con gli occhi che rincorrono il vento
m’invento strada all’altezza del viale

e penso ai fiori sotto casa
che vincono sul percorso dei marciapiedi,
alla promessa del ramo
quando resiste alla distanza per sentirsi radice

basterebbe correre dentro un bagliore
per ignorare ogni misura,
insistere come l’acqua
per ogni goccia di finestra