sul mare di fronte c’è un volo
che scende in preghiera,
cerca nell’aria un po’ di silenzio
e quella gravità indefinita
che spesso si ferma al sogno

intorno le auto
vivono una lentezza smisurata,
non basta nessuna forma da dare in pegno
il vuoto dentro si appende
come un peso in agenda

fuori è sempre notte, due luci a margine
e qualche parola ogni tanto,
solo la luna non sa niente
rimane in doppia fila, senza tempo

mentre il fiato si getta in ogni metro
come l’ala che non teme la pioggia,
per rincorrere la strada
e la solita distesa fatta di memoria

ma a volte capita di sentirsi vento,
anche in questo cielo simile alla terra
dove l’unico talento
è un passo imperfetto

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