«La musica è l’unica arte che conferisce un senso alla parola assoluto. È l’assoluto vissuto, vissuto però tramite un’immensa illusione, visto che si dissolve subito al ristabilirsi del silenzio. È un assoluto effimero, un paradosso, insomma. Questa esperienza, per poter durare, deve essere rinnovata all’infinito, simile all’esperienza mistica, della quale, una volta ritornati alla quotidianità, non resta traccia.»

Emil Cioran

L’incontro con gli altri popoli spesso avviene attraverso i suoni e la musica è lo “strumento” perfetto per penetrare in ogni argomento e livello della vita sociale e si pone come veicolo privilegiato di una complessa rete di linguaggi. Ha la molteplice capacità di creare relazioni, essendo uno dei più forti canali comunicativi dell’età evolutiva. E in un mondo sempre più determinato dalla multiculturalità, i suoi linguaggi percepiscono la convivenza fra diverse culture, esprimono valori, appartenenze, sono terreno di confronto e scambio.

La danza è la madre di tutte le arti. La musica e la poesia esistono nel tempo; la pittura e l’architettura nello spazio. Ma la danza vive contemporaneamente nel tempo e nello spazio. Prima di affidare le sue emozioni alla pietra, al suono, l’uomo si serve del suo corpo per organizzare lo spazio e ritmare il tempo.

(Curt Sachs)

La danza è un’arte performativa che si esprime nel movimento del corpo umano secondo un piano prestabilito, detto coreografia, o attraverso l’improvvisazione. È presente in tutte le culture umane. Nella cultura occidentale è documentata fin dalla più profonda preistoria insieme ad altre arti quali il teatro e la musica vocale e/o strumentale. Sin dall’antichità, la danza è parte dei rituali, preghiera, momento di aggregazione della collettività nelle feste popolari e anche occasione di aggregazione tra persone.

Musica e danza interagiscono e si incontrano e il movimento, in rapporto al suono, inizia dal semplice battere/levare della musica. Per alcuni si tratta di un rapporto di tipo dialettico, in quanto la danza presuppone la musica e ne è condizionata, ma al tempo stesso “agisce sulla musica prendendone possesso” – (C’è musica e musica, di Luciano Berio).


Tra i vari tipi di danza quella più legata alle tradizioni, quella che in qualche modo identifica un popolo e la sua storia è la danza folcloristica o folk. Questo tipo di danza ha le sue origini nella danza popolare ed è legata ai momenti di vita della comunità e alle tradizioni specifiche delle loro zone di provenienza.

A seguire alcuni esempi di danza “popolare” che danno l’idea della gamma tanto variegata quanto pittoresca di stili e coreografie.


Cumbia – Cartagena, costa caraibica, Colombia

Le origini della cumbia rimangono un mistero. Lungo la costa caraibica della Colombia, diverse città da Barranquilla a Cartagena si contendono il titolo di creatori della cumbia, esibendosi davanti a curiosi spettatori nei diversi stili regionali di questa danza popolare. Una cosa è sicura però: la cumbia (dalla parola africana “cumbe” che significa “ballare”) è un cocktail formato dal patrimonio proveniente delle persone indigene, dagli schiavi africani e dai colonizzatori europei. Cumbia è una forma di seduzione, corteggiamento. Con dei movimenti sensuali dei fianchi, un provocante sollevamento della gonna, la donna esegue dei passi corti, che si sollevano appena dal terreno, mentre il suo partner balla intorno a lei, alimentando così la fiamma. In breve, la cumbia è caliente!


Il ballo in maschera Zaouli – Manfla, Costa D’Avorio

Celebra la bellezza femminile, ma è interpretato rigorosamente da uomini. Il ballo in maschera Zaouli è tipico dell’etnia Guoro di Manfla, un villaggio della Costa d’Avorio. Secondo la leggenda, Zaouli era una danzatrice bellissima, in grado di eseguire movimenti perfetti. A lei si ispira una danza che viene messa in scena durante ogni celebrazione, anche nei funerali, per favorire la pace, la produttività e l’unione. Ogni comunità ha il suo ballerino che viene vestito con un volto coperto che allude a una donna, e indumenti che rimandano alla tradizione sciamanica. Non si tratta infatti di un semplice ballo, ma di un vero e proprio rito. Prima di iniziare a ballare, il prescelto si ritira in un luogo appartato per vestirti e meditare. Non sarà lui ad entrare in scena, ma Zaouli in persona, alla quale il ballerino presta il corpo. E a guardarlo muoversi, sembrerebbe davvero posseduto da qualche spirito ultraterreno. Il tronco immobile è come slegato dalle gambe che si muovono a ritmo frenetico delle percussioni. Sembra che questo ballo abbia avuto molto successo durante gli anni ’50, con i passi codificati dal coreografo Ouinnaila, che si dice abbia visto danzare Zaouli in persona. Secondo alcuni, dietro le movenze si nasconderebbero le figure del Boogie Woogie, dell’Electro Dance e addirittura dei balli da discoteca.


Frevo – Olinda, stato di Pernambuco, Brasile

Derivato dalla parola portoghese “ferver”, che significa bollire, il frevo è una danza “calda” quanto il suo nome. I ballerini di frevo, leggeri sui loro piedi, mettono in sequenza circa 120 mosse che includono l’acrobatica, spostamenti di gambe e passi di capoeira (una danza da combattimento brasiliana). Potete trovare i passistas (ballerini) che mettono pienamente in mostra le loro abilità vestiti con completi succinti e ombrellini rossi, blu, gialli e verdi nello stato di Pernambuco, soprattutto durante il carnevale nella città di Olinda. Le origini risalgono all’inizio del XX secolo, ma è il maestro di frevo, Nascimento do Passo che lo ha portato alla popolarità negli anni ’50. La sua massima consacrazione è stato il suo riconoscimento come patrimonio culturale intangibile dell’umanità, ricevuto dall’UNESCO nel 2012.


Sirtaki – Grecia 

Il sirtaki (in greco συρτάκι) è una danza popolare di origine greca. Al contrario di ciò che è comunemente e ampiamente pensato, non è un’autentica danza tradizionale, bensì fu creata nel 1964 per il film Zorba il greco, sommando due versioni, una normale e un’altra più lenta, della danza greca hasapiko (in greco χασάπικος). Questo ballo, e la musica stessa (di Mikīs Theodōrakīs), vengono anche chiamate danza di Zorba. Caratteristica principale della danza e della musica è il fatto che il ritmo va accelerando. Il nome deriva dalla parola greca syrtos, tradizionale nome di una danza popolare con azioni di mescolamento dei partecipanti, in opposizione a pidiktos, stile di danza saltellante. Nonostante la sua nascita recente, oggigiorno il sirtaki è una delle attrazioni culturali della Grecia, e dei ristoranti in stile greco di tutto il mondo. Il sirtaki si balla in formazione lineare o a cerchio con le mani sulle spalle del vicino. La formazione in linea è ritenuta più tradizionale. La danza inizia con movimenti più lenti e armoniosi, con passi che non si distaccano molto dal suolo ma che si trasformano gradualmente in azioni più veloci, spesso anche salti e balzi.


Kathakali – Kochi, regione di Kerala, India

Un po’ di recitazione, un po’ di danza e molto trucco sono la ricetta per uno spettacolo di kathakali ben equilibrato. Vicino alle reti da pesca cinesi di Forte di Kochi, i ballerini di kathakali attraversano il palco a ritmo di percussioni decorati con elaborati costumi, eseguendo ogni movimento del corpo con grande precisione ed eleganza. L’ora e mezzo utilizzata per il trucco non è da dare per scontata, dato grazie ad ogni più minimo movimento degli occhi e della bocca i danzatori interpretano nove espressioni facciali per evocare le emozioni forte come la paura, l’amore e la rabbia. Nel XVII secolo, quest’arte performativa si svolgeva spesso a lume di candela, tutta la notte fino a quando lo stoppino si spegneva nella cera sciolta. Fortunatamente, oggi potete apprezzarne una versione abbreviata al Kerala Kathakali Centre a Kochi.


Kabardinka – Russia

L’abilità di ballare è molto importante per la posizione sociale nelle comunità circassiane, specialmente per quanto riguarda il matrimonio e stabilire relazioni romantiche. Questa danza, tipica del popolo circasso, evoca immagini di combattimento e corteggiamento e condivide alcuni tratti comuni con il balletto: gli uomini danzano sulle punte dei piedi indossando speciali stivali di pelle, le donne si muovono molto alla leggera, scivolando sul pavimento senza muovere la testa o il busto. Approntando questo articolo mi sono imbattuto in questa danza e non vi nascondo che ne sono rimasto stregato, dalla musica alla scenografia, dalla bellezza eterea delle donne alla capacità stilistica degli uomini, tutto ruota intorno ad una sorta di magia che avviluppa e non ti lascia più. E poi è così romantica, piena di pahtos e in alcuni frame musica e danza sono davvero struggenti. Le donne sono di un’eleganza rara, ho letto che in pratica si muovono mimando i movimenti del cigno, e devo dire che effettivamente è un movimento di una grazia che lascia interdetti, sembra che non tocchino nemmeno terra quando si muovono.


Adumu – Kenya e Tanzania

Per gli uomini della tribù Maasai, l’adumu, o “danza saltellante”, fa parte della cerimonia per la maggiore età: più in alto si salta, più forti (e desiderabili) si verrà considerati. Gli uomini formano un semicerchio e ognuno salta più in alto che può, senza toccare il terreno con i talloni, incoraggiati dalle forti urla di incitamento dei loro compagni. Sebbene la fierezza sia essenziale nella loro vita semi-nomade caratterizzata dal pascolo del bestiame e dalla caccia al leone, durante l’adumu è fondamentale l’eleganza, accentuata dai costumi rossi e dalle collane decorate con perline.

Flamenco – Spagna 

Il flamenco è una forma di musica e di danza di origine Andalusa, formata dal canto (cante), dalla musica e dal ballo (baile), nata alla fine del Settecento. Il flamenco non nasce come una forma di spettacolo, ma come un’esigenza di sfogare gioie e dolori in un linguaggio intimo e privato. Si cantava senza l’accompagnamento della chitarra, avvalendosi soltanto di supporti ritmici corporali, come il battito dei piedi sul terreno, il battito delle mani oppure il battito delle nocche sul tavolo. Oggi invece è una forma di spettacolo a tutti gli effetti. Il flamenco si sviluppa innanzitutto in Spagna, tuttavia con il passare dei secoli è arrivato in Italia, oggi curato e pubblicizzato principalmente da associazioni pubblicitarie chiamate Peñas Flamencas.  Nella fase iniziale, il flamenco si mostra come uno sfogo emozionale della minoranza gitana in Andalusia. Uno dei primi documenti scritti sul flamenco si trova in una delle Cartas Marruecas di Cadalso (1774), dove la musica flamenca viene esplicitamente attribuita ai gitani. L’uso della parola flamenco per indicare un tipo di canto o di danza non venne tuttavia documentato prima del XIX secolo.


Ote’a – Tahiti, Polinesia francese

Il’ōte’a (di solito scritto come otea) è una danza tradizionale tahitiana caratterizzata da un rapido movimento per l’accompagnamento delle percussioni. I ballerini, in piedi su più file, possono essere ulteriormente coreografati per eseguire figure diverse, pur mantenendo l’agitazione dell’anca. Il movimento dell’anca stesso può, in alcune coreografie, essere sincronizzato tra più ballerini e può essere ulteriormente coordinato con la disposizione di percussione che accompagna. Il ballo è solo con la musica (batteria) ad un ritmo veloce e senza canto. I ballerini del’ōte ‘fanno gesti che rimettono in scena le occupazioni quotidiane della vita. Per gli uomini i temi gestuali possono essere scelti dalla guerra o dalla vela, e quindi possono usare lance o pagaie. Per le donne i temi gestuali sono tipicamente più vicini alla casa o alla natura: gesti delle mani che suggeriscono pettinarsi o il volo di una farfalla.


N.B. Tutte le informazioni utilizzate per il presente articolo sono state reperite in rete ma assemblarle in una sorta di univoca collocazione geografica/musicale/tradizionale è stato quanto mai arduo, in quanto molte notizie sono state tratte dall’originale (cirillico, greco, ecc.). Il traduttore di Google mi è stato di grande aiuto ma non avendo una specifica conoscenza della lingua spero di non aver frainteso o tradotto male. Quindi se qualcuno troverà delle incongruenze è assolutamente pregato di farle presente al fine di apportare le giuste correzioni.

Anche le immagini e i video sono stati reperiti nel web e quindi considerati di pubblico dominio. Qualora si ritenesse che possano violare diritti di terzi, si prega di scrivere al proprietario del blog (clicca qui) e saranno immediatamente rimossi.

Le notizie che formano il presente articolo sono state tratte in particolare da 

https://www.momondo.it/discover/articolo/danze-popolari-nel-mondo

http://www.wikipedia.com

Annunci