e sono rimanenze tra voci e affanni
i passi dentro e diversi fuori
di una bellezza che brucia alla maniera di un posto
restando numeri addosso al tram,
in prima linea a cartelloni in mostra
e piccole negligenze
con qualche notizia terminando
per la colpa di essere uguali
in mezzo a tanti, frammenti a sbagliare città
in trappola a stazioni e caffè
come ombre ripetute senza un dopo,
durante mezzo biglietto di strada
per luoghi e conseguenze
scoprendo un po’ alla volta di essere soli,
la signora cappello largo e mani di fata
legge un libro di nascosto
di fronte due ragazzi si amano in parte
forse sarà favore il tempo,
gli occhi fermi sul sole
e di ogni pagina due righe d’oro,
sui vetri il fumo affiora ancora
spiegando al cielo
tutto il silenzio del rumore,
al peso del mondo poco importa
se capitare dentro un vagone
o scendere prima del controllore