e ti stringi inciso dentro un solco
a dire che la vita non è bella
perché in questa guerra di passi soli
la luce non sta più in piedi
e gli occhi sono di malinconia

e tremi col fumo tra le dita
lontano una telefonata e un saluto di cera
inutilmente stando in sottofondo
con qualche nota
e un po’ di pioggia senza coraggio

come una foglia
che pende e non si consola
tra i rami di ieri e due gocce d’età
mentre si sporca di vetri
qualcosa senza più sapore

e la vita continua a chiamarsi finestra
e ogni voce platea
in questo viavai di ritorno
dove il vento è nero
e uno scaffale un film in fondo alla fila