potrei correre senza cielo
con gli alberi in rima
e le finestre lunghe cento metri
perfino a mezzanotte
amando storie senza posto
magari per una sola rosa rossa

alla fine di ogni passo
quando la luna si allena sui volti
e ogni ora si stringe addosso
per una specie di poesia
che indugia ancora
e ancora come una falsa promessa

nel tempo che si fa seno
con gli uccelli durando vento
insieme al mare di mille gocce
e le parole a strati delle periferie
o per quelle lasciate alla voce
a battere chiodi in petto

dentro dintorni e vocazioni
quelli di una vecchia stazione
in mezzo al fumo delle rotaie
e al mondo in fondo alle curve
quasi nel modo in cui un ramo
si appende amaramente a dio