forse saranno gli uccelli
a pendere tutte le sere
giovani e indefiniti come l’orizzonte
e a occidente noi piangeremo piano
gracili e raggianti tra i mesi in fiore

sarai bella di bianchi capelli
e le strade canteranno della pioggia
e vedremo il grano correre giù a messa
con le lievi differenze di maggio
stringendo vie per farne pianeti

poi ci sarà il vento e saremo cielo
sfiorando le foto appena in tempo
saremo stelle immaginate
e gocce cadendo a terra
e nessuno fermata sarà del tutto vera

verremo in piedi come ieri
tra le voci che ricorderanno
e i santi in fila senza veli
a scandire preghiere scavando ancora
parole di rose e baci come fosse ieri

staremo in fondo
improvvisando partenze e mete
e in punta di mani saremo ancora insieme
nel silenzio di uno sguardo
e di qualche applauso in cima alle sedie

saremo onde a consentire il sole
respirando l’amore stanco
tra mille storie e note in lontananza
propaggini in sogno
di quel dolce ventre materno

**A mia mamma che resiste nei suoi ultimi anni in una casa di riposo e a me per tutto quello che mi appaga dei suoi occhi, soprattutto in questo periodo che m’impedisce di “vivere” ancora qualche sorriso tra le sue mani