ricorda un viavai imperfetto
l’eco affidato alle stelle
una donna senza nome
figlia di qualche perdono
quasi il respiro a gravità niente
di una goffa illusione disattenta

ricorda il fiato a smorzare la voce
forse la lacrima che cadde in tempo
di ogni goccia le porte lente
ricorda le spalle curve al miele
a tratti polvere di chiodi
per poco radice a rimanere vento

in parte silenzio e sporgenza
come di un albero alle foglie
o di carezze a rubare tremori
magari amore per ogni cosa
calore di ogni abbandono
e degli occhi la pioggia stanca del peso

ma fu resto a restare in salita
soffio a guadagnare onde
osando di un mare come in sposa

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