se potessi scegliere
ne farei origine,
ma a spiegare queste strade
si muore d’affanni, perché fuori
è vicinanza di fantasmi,
di un’altra notte che imita orologi
non vorrei nemmeno le stelle,
tanto è un film che vive di rumori:
le immagini in bianco e nero
mi consegnano volti
che stridono dentro un sorriso

cancelli e titoli di giornali,
attrazioni e meraviglie di cartone,
un altro giro di giostra
e rughe che restano tra le mani,
un po’ di tempo senza impegno
e fermate fatte apposta per andare,
lampi immaturi di meraviglia
farciti di gente in fila,
negozi in svendita e fiori da perdonare,
due parole invernali

e chissà che non sia vero,
magari oltre la fede qualche avanzo
potrebbe sostenermi gli occhi,
e chissà che non mi stia reclamando,
e se fosse la vita:
mi basterebbe anche solo il sospetto