quando il futuro avanzerà solo per alcuni
verrà l’acqua
e l’amore sarà il tempo di ogni battito,
un vecchio porto d’effimere corde
infrante di luna e di campane

e il vento vivrà
per l’onda di un attimo
e passerà sulla vita di vecchie pietre
accanto al freddo
tra la nebbia e le voci

sarà un’eternità di porte senza stagione
odore mancato sui bordi
e sulle spiagge morbide e lacerate,
margini di un fiato
a rimpiangere spiragli e maree

saremo fiori tra le nuvole per un po’ di luce
a sopportare distrazioni e pesi
e alla fine saremo il silenzio di un gabbiano,
ospiti soltanto
degli anni in fila ai rami

noi, che continuammo a vivere
come relitti di mille viaggi
e foglie gravide di un cielo senza pace,
per l’aria appena nascosta di uno sguardo
e per il vuoto di qualsiasi posto