si estinguerà l’inverno al sole
quando in nessuna terra avrò spazio per vivere
e in nessuna troverò il mio sogno errante
alla nebbia di ogni memoria tra le dita
dove ogni squarcio mi chiamerà in luce
come le gocce in fiore
perdute e imprecise

alla fine soltanto terra
di un colore d’acqua nata cristallo
distrazione di qualche ricordo
in linea con le stelle
sotto questo cielo inizio di muri freddi
scrutando chi prosegue
di stanco pane nella polvere
senza fine a piangere ieri

senza luoghi né prossimità
dentro un rosso mutare d’ombre
come quel crinale confuso di grigio,
nel limite di un frammento
con la superfice di un vecchio rumore
a porgermi il fianco opaco delle rose,
al di là della strada
per quando il respiro mi troverà senza vento

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