non si udirono parole
e nemmeno il rumore di un bacio,
due volti si toccarono
uno dopo l’altro come le stanze
che si lasciano al mattino
e quando venne il gusto aspro del silenzio,
venne come il vento indugiando
tra mille occhi sussurranti
e qualche lacrima buona

ma non ci fu tempo per le luci
solo la fuga docile di un verso
senza nessuna traccia
e sulle strade avvizzirono i passi
e come un respiro
che si acciglia con garbo
il sorriso divenne un fiume calmo
senza superficie,
poi fu solo contrasto di resti

e fu colpa inseguita il mare
di sana paura a restare umidi
come il volto d’acqua ceduto
a complicare un contorno