ci sono alibi stranamente calmi
e scadenze nervose dopo la pioggia,
tante piccole città senza meta
che saccheggiano persone,
anime mai salve, con quel coraggio
simile ai bar usati su misura
e arrivi e strane combinazioni
di ombre che non vogliono appassire,
strade, in cui ogni volto è un viaggio raro
e le fermate un mezzo di altre sere,
e limiti e superfici di qualcuno
e bugie, bugie di un giornale comprato ieri
in cima a quelle curve incise per metà
da sigarette consumate a stento
come gli occhi senza più luce, richiami
che aspettano verità
e non vanno mai via, ma restano,
senza un vero battito per chi continua
come rumore e cantilene di muri,
persi dentro chi si consuma
e non c’è nessun incanto
in quell’autobus che non sarà mai arrivo,
concerto di una sottile sconfitta
e di numeri primi per un posto qualunque
che accade e chiude alcune porte con dolore