e se fossero scelte modeste
quelle afferrate a distanza
resterei con gli occhi indossati al buio,
senza più il sole di un giorno qualunque
e d’interruzioni incontrate
avanzo di un giovane temporale

sarei come la vita di un passo
sempre indietro,
come un brano cantano male
scarto di quadri e sale
dove ogni colore rimane goccia
incompiuta e triste

passando a memoria,
per quella strada mai arrivata,
solo, simile al cielo usato e segreto
per direzioni vane e contrarie
di un solco sconosciuto
proprio quando si sceglie con paura

solo, come il vuoto intenso delle scale
e il silenzio di una via in sottofondo,
resto d’acqua ai fiori
di ogni sguardo che cade
per la poesia di un tempo a bersaglio