ragazze brune si ripetono sul viale,
insistono di parole, parole che a misurarle
ci si fermerebbe a mezzo metro dal vento,
quel vento che m’investe tra le auto
e sguardi bagnati di momenti
e di quel rosso a tratti intenso e segreto

il buio scende all’acqua reso
vicino quell’edicola di un bianco tagliato
messa di traverso ai fiori
-pigra vetrina sul mare-
con frazioni in fila di molte panchine
e un respiro che si allena d’aria

di vie raggiunte sui muri
la luce mi strappa al silenzio
e di passi al tempo,
di un luogo consueto e denso
per lati dismessi e marciapiedi inversi
che si scoprono confini senza peso

in fondo eternità disordinate
di strade rincorse alla sete
e un piccolo uomo
che svanisce di fame in fumo,
debutto d’orizzonti appesi
per un passo nascosto e invocato

di meraviglie e goffa emozione
un semplice, superbo impatto
nato e vissuto
sotto questo cielo scontato e improvviso