ti amerei anche fingendo il mare
per non nascere mai
restando al tempo illeso e vero,
perduto come le gocce mai concluse
e indenni,
in quel breve odore colmo d’uccelli
orfano dentro un sapore inesplorato,
straniero senza terra
di altezze senza nessun cielo
a non avere senso di passi

a scorrermi parola mentre intorno è niente
osando ogni anno a metà
con tutte le ore negate al vento
eroe senza medaglie
porto e arrivo di risacca a scogli miti
di alberi scoscesi e di porte soffuse
come ai rami calmi e appesi
e alla nebbia gli occhi che sarebbero diversi,
universi alle mani e accoglienti
e di strade alla pioggia iniziate

ti amerei dentro una foto
come legno e contorno argento
per quel sorriso denso
oro di una voce a sentirmi amato,
una vita in fondo a chiedere la tua
di nuova estate e giovane ombra
d’estasi nato a speranza rinviata